Il Patto di Integrità è uno strumento elaborato agli inizi degli anni '90 dall'organizzazione non governativa Transparency International e da allora è stato applicato in circa 15 Paesi, su 300 progetti diversi, con numerosi benefici. Agli inizi del 2015, La Commissione Europea, attraverso il suo Direttorato Generale per le Politiche Regionali, ha lanciato il progetto Integrity Pacts: Civil Control Mechanisms for safeguarding EU funds. Lo scopo era quello di testare i Patti d’Integrità nelle procedure di gare d’appalto per le opere finanziate con fondi strutturali e di investimento europei. Durante il 2015, quindi, si è svolta un’attività di advocacy e selezione tra i potenziali enti che amministrano fondi europei nei Paesi dell’Unione interessati al progetto. Le valutazioni hanno portato così alla selezione di un gruppo ristretto di enti e progetti per il periodo 2016-2019.
 

All’inizio del 2016 l’avventura prende il via. Sono 17 i progetti pilota in corso di svolgimento e coinvolgono 11 nazioni dell’Unione Europea, sotto la regia di Transparency International: Bulgaria, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Ungheria. Nel nostro Paese i progetti sono 4 e a seguirli siamo noi di Action Aid, Amapola e Transparency International Italia in veste di Enti Indipendenti di Monitoraggio. Lo scopo dell'iniziativa è, sulla base delle esperienze maturate attraverso i 17 progetti pilota, moltiplicare l'applicazione dei Patti di Integrità in tutta l'Unione Europea.

 

 
Che cos’ha di particolare il Patto d’Integrità promosso da EU DG Regio?
Rispetto alla versione canonica del “patto”, già presente nella legge italiana (Legge 190/2012. Art.1, comma 17) e adottata da molte istituzioni e enti locali, la DG Regio della Commissione Europea porta l’attenzione anche sugli impegni che si assume la stazione appaltante. Non si tratta più solo di controllare i partecipanti ad una gara di appalto, ma i riflettori sono puntati su entrambi i soggetti parte del patto. Un altro elemento di assoluta novità è la presenza del Soggetto di Monitoraggio che chiede a entrambe le parti documenti e rendicontazioni, partecipa ad incontri, apre una finestra di trasparenza e partecipazione verso i cittadini.